Le case dell’Umanitaria a Milano

Nel 1906 e poi nel 1908 la Società Umanitaria realizza a Milano due quartieri operai che costituiscono ancora oggi due esempi importanti di costruzione della città.

Le case dell’umanitaria sono esempi di innovazione, tutti gli alloggi hanno latrina, acqua potabile e gas, in alcune palazzine viene realizzato in forma sperimentale l’impianto elettrico, in via Lombardia, e un interessante sistema di circolazione dell’aria. In alcuni casi è anche sperimentato un impianto di riscaldamento centralizzato. L’organizzazione funzionale degli alloggi cerca di rispondere alle nuove esigenze di famiglie operarie di recente urbanizzazione. L’offerta di elementi innovativi quali i WC all’inglese, l’acqua corrente, l’elettricità e le lavanderie collettive va di pari passo con la formazione del cittadino, le case operaie dell’Umanitaria diffondono un modello sociale basato sulla cooperazione e l’incontro. Il quartiere non si pone come strumento assistenziale, è piuttosto un microcosmo dotato di servizi all’avanguardia in cui gli abitanti possono trovare gli strumenti per migliorare la propria condizione, il cittadino delle case dell’Umanitaria è un cittadino attivo e non un peso per la società.

Questo modello di abitazione a prezzo sostenibile è un esempio ancora valido, anche oggi occorre uscire dal vicolo cieco dell’assistenza, dell’aiuto “ai meno fortunati” come li definisce il politichese, per affrontare il tema dell’abitazione urbana e della ricostruzione di un legame sociale strattamente legato ai luoghi di residenza. Per fare questo occorre pensare alle nuove condizioni e non riproporre modelli vecchi e superati.





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