Per entrare realmente nella green economy bisogna abbandonare molti dei luoghi comuni dell’economia dei consumi. Il primo passo è quello di ridurre drasticamente il consumo di energia e di materie prime, spostandosi dall’offerta di beni all’offerta di servizi. In altre parole ciò che si offrirà non sarà l’acquisto di una casa, di un’automobile, di una lavatrice, ma il servizio dell’abitare, della mobilità, dei vestiti puliti. Questo comporta un drastico ridimensionamento dell’industria basata sulla produzione materiale, quell’industria la cui medaglia ha su una faccia il consumo e sull’altra lo spreco e la produzione di rifiuti.
Ci si chiederà, ma se non si costruiscono più case non ci sarà più bisogno di architetti? Pensiamo che la figura dell’architetto sia più che mai necessaria, ma a condizione che essa torni ad avere una visione d’insieme in grado di unire la capacità tecnica alla sensibilità sociale, la consapevolezza ambientale con la trasformazione dei luoghi, il senso della comunità con le qualità abitative.
Abitare, spostarsi, lavare saranno attività che richiederanno organizzazione invece che macchine, la “Machine a Habiter” sta per compiere cento anni, lasciamola nel secolo passato. Il modulo abitativo è oggi necessariamente flessibile, cioè adattabile al mutare delle condizioni, tecnologicamente avanzato, a zero emissioni, passivo, componibile e temporaneo.
Oggi siamo in grado di accompagnare le aziende nella messa a punto dell’offerta di servizi, partendo dalla valutazione della capacità ambientale di sostenerli, che si tratti di abitare, di mobilità, di sosta o di lavaggi. Gli inglesi distinguono tra output, cioé il bene prodotto e messo in vendita, e outcome, il risultato, l’effetto provocato da un’azione. Con ecodesign l’attenzione si sposta radicalmente dalle quantità prodotte, output, agli effetti, outcome. In altre parole si va dall’oggetto al processo e in questo passaggio il progetto d’insieme torna ad affermarsi nella sua centralità.
L’attenzione ai processi è il cuore dell’ecodesign. Si progetta l’intero ciclo di vita degli oggetti necessari all’offerta di un servizio, con l’obiettivo di ridurre la materia impiegata, l’energia necessaria e la formazione di rifiuti lungo tutte le fasi di vita. A fine ciclo non dovrà esserci nulla da abbandonare in discarica ma, come avviene in natura, gli scarti di un servizio saranno cibo per un altro servizio.
Lo studio Architettura Leggera è disponibile a collaborare con aziende, amministrazioni pubbliche e privati che intendano prepararsi al passaggio dall’economia dei consumi alla Green Economy.
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